L'idea
dell'autonomia della frazione di Colli di Labro risale a vecchia
data, cioè a molto prima del 1922, ma per ovvie ragioni
non si era mai potuta realizzare.
Infatti, durante il periodo fascista (1922-1943), prevalse il
criterio della fusione delle frazioni più popolose, e che,
fra l'altro, avessero - come Colli - una certa consistenza finanziaria
per aspirare alla desiderata autonomia.
D'altra parte, siccome per ottenere in via ordinaria l'autonomia
di una frazione era necessario (come richiesto dalla legge comunale
e provinciale, art. 33) che detta frazione raggiungesse almeno
i 3.000 abitanti, la frazione di Colli, non avendo tale requisito,
non avrebbe potuto conseguire la desiderata autonomia.
In seguito ci fu la guerra 1940-45, si ebbe poi il periodo del
dopoguerra, con la Costituzione della Repubblica del 2 giugno
1946, e quindi la regolare ripresa delle attività governative
in tutti gli uffici centrali e periferici.
In questa nuova atmosfera di democrazia e di maggiore comprensione
delle necessità sociali si è potuta rinnovare, dietro
iniziativa parlamentare, la proposta dell'autonomia di Colli,
ad opera dell'On. Avv. Bernardinetti, annunziata il 17 novembre
1953 alla Camera dei Deputati, in cui si dichiarava che il dissidio
sorto fra le due popolazioni di Labro, comune capoluogo della
provincia di Rieti, e di Colli, unica frazione di detto Comune,
risaliva ad oltre un secolo ed era rimasto sempre insanabile,
nonostante l'intervento affettuoso di autorità, commissari,
consiglieri provinciali ed altri autorevoli cittadini.
A perpetuare questo antico insanabile dissidio concorrevano fattori
molteplici, notevoli fra essi la considerevole distanza fra i
due centri, attraverso una strada montuosa e disagevole specie
nell'inverno, le continue dissensioni nel campo amministrativo
e giudiziario fra rappresentanti delle due popolazioni e spesso
l'asprezza dei dibattiti nel consiglio comunale, che richiamò
perfino l'intervento della forza pubblica.
Fino a che la popolazione di Colli era inferiore di numero a quella
di Labro, una certa prevalenza di questi ultimi abitanti rese
intollerabile l'unione sotto un'unica amministrazione.
Ma quando a Colli la popolazione aumentò fino a superare
quella del capoluogo, il dissidio, gli screzi, gli incidenti si
intensificarono a tale segno che non fu più possibile tenere
le sedute consiliari nel capoluogo, ove non era più sicura
l'incolumità dei consiglieri. Si dovettero, quelle, con
il consenso delle autorità tutorie, talora trasferire alla
frazione di Colli, i cui consiglieri erano in maggioranza, nonostante
le vive pressioni di consiglieri e popolazione del capoluogo Labro.
Date memorande, il cui ricordo è bene sia cancellato dagli
animi delle generose e forti popolazioni sabine, sono quelle del
1869, del 1908 e 1914 in cui, insediandosi un nuovo consiglio
comunale, dovette intervenire una compagnia di bersaglieri ed
altra truppa; e più dolorosamente memoranda ancora quella
del 18 marzo 1920 in cui, indettasi l'adunanza consiliare, fu
trovata sbarrata la residenza municipale con la scritta: "Chi
apre muore".
Furono questi ed altri episodi, che per brevità si omettono,
che avrebbero indotto l'amministrazione comunale in maggioranza
a chiedere, e l'Autorità a concedere, che le riunioni consiliari,
come già si è ricordato, si tenessero, a partire
dal maggio 1920, nella frazione anziché nel capoluogo per
poter far funzionare con tranquillità il consiglio.
Per le suesposte ragioni dal 1944 al 1957 non si era potuta ricostituire
l'Amministrazione Comunale su basi democratiche ed il Comune fu
sempre retto da un commissario prefettizio che, fra l'altro, si
dovette scegliere in una persona completamente estranea ai cittadini
del Comune.
Nella frazione di Colli, per le stesse ragioni, si trovavano da
tempo i seguenti uffici:
1) Parrocchia (1818);
2) Ufficio di Conciliazione (istituito con decreto 23-4-1896);
3) Ufficio di Stato Civile (istituito con decreto 21-11-1898);
4) Sezione Elettorale;
5) Servizio Sanitario;
6) Scuole Elementari;
7) Ufficio Postale (il 14-3-1914 fu istituita la Ricevitoria Postale
- l'Uff. Postale fu Bernardini Sempronio - Nino);
8) Ufficio Anagrafico (istituito con decreto 16-7-1904); cioè
tutti gli uffici assegnati dalle leggi al capoluogo.
Non era pertanto possibile proseguire in questo tenore di vita,
se non a grave danno dei cittadini stessi. Perciò s'impose
l'urgenza della costituzione in comune autonomo della frazione
di Colli per ridare a tutta la popolazione la pace, la tranquillità,
nonché la normalità delle principali funzioni amministrative,
garanzia indispensabile nella vita civile ed economica della popolazione.
E tale urgenza fu intesa dal Parlamento Italiano fin dal 1922.
Infatti nel 1922 la Camera dei Deputati approvava un disegno di
legge con cui veniva elevata a comune autonomo la frazione di
Colli di Labro e l'On. De Nicola, allora Presidente della Camera,
trasmetteva al Senato il relativo disegno di legge.
Sennonché l'ufficio centrale del Senato, su relazione del
senatore Fratellini, si dichiarava con voto unanime contrario
alla approvazione del disegno di legge, in conformità all'indirizzo
del Governo fascista di favorire l'unione di vecchi comuni, anziché
la costituzione di nuovi.
La sopra citata nuova proposta venne attivamente seguita nelle
varie fasi sia da parte dello stesso onorevole proponente sia
da parte dei componenti il Comitato Civico nelle persone dei sig.ri:
Del Greco Giuseppe, Zuccari Virgilio, De Stefanis Alessandro,
Mancini Armando, Micanti Eugenio e Mauro, cav. Andrea Vittorini
e diversi altri.
Poi si ebbero le nuove elezioni con il conseguente rinnovo della
compagine governativa, onde fu necessario riproporre ex novo la
vecchia richiesta decaduta.
In tali condizioni i Collani dovettero tornare a pregare l'On.
Bernardinetti, affinché ripresentasse la proposta alla
Camera, presso la quale il parlamentare rinnovò alacre
interessamento, ottenendo la nuova approvazione in data 27 gennaio
1956 e la conseguente sollecita trasmissione al Senato, dove il
provvedimento prese il n. 1358.
Anche nella sede dell'Alto Consesso non mancò l'interessamento
presso uffici e personalità del Senato stesso, fino al
raggiungimento dello scopo desiderato, con la definitiva approvazione
avvenuta in data 20 febbraio 1957.
Ed ecco il testo della legge apparsa sulla Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana, n. 76:
Legge 6 marzo
1957, n. 92.
Costituzione in Comune autonomo della frazione di Colli
di Labro in Provincia di Rieti.
La Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato:
Il Presidente
della Repubblica
promulga
la seguente legge:
ART. 1
La frazione di
Colli di Labro del Comune di Labro, in Provincia di Rieti,
è costituita in Comune Autonomo.
ART. 2
Il Governo della
Repubblica è autorizzato a provvedere con Decreto
Presidenziale alla esecuzione della presente legge.
Il Prefetto di Rieti, sentita la Giunta Provinciale Amministrativa,
provvederà al regolamento dei beni patrimoniali
e finanziari tra i Comuni di Labro e di Colli di Labro.
Nella prima applicazione della presente legge il Prefetto
di Rieti, sentita la Giunta Provinciale Amministrativa,
disporrà le opportune riduzioni nell'organico del
personale dipendente del Comune di Labro, da effettuarsi
in conseguenza della modifica territoriale, e determinerà
le tabelle organiche del personale del Comune di Labro.
Al personale in servizio presso i Comuni di Labro e di
Colli di Labro, che sarà inquadrato nei predetti
organici, non potranno essere attribuiti posizione gerarchica
e trattamento economico superiori a quelli fruiti all'atto
dell'inquadramento.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà
inserita nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti
della Repubblica Italiana.
t fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla
osservare come legge dello Stato.
Dato a Roma, addì 5 marzo 1957.
Gronchi
Visto il Guardasigilli: Moro
Segni - Tambroni
Così la
lunga ed assidua battaglia per l'autonomia di Colli di
Labro, durata più di 7 anni, fu infine coronata
dal tanto auspicato successo, con viva soddisfazione sia
dello stesso onorevole proponente che di tutti i Collani;
e lo sforzo fu tanto più apprezzato in quanto si
era dovuta superare e vincere anche l'inspiegabile avversione
di coloro che avevano tentato in tutti i modi di ostacolare
la realizzazione dell'autonomia di Colli.
Va ricordato a tutti il bel ritornello:
"Colli di Labro
Colli di Amore
Tu sei la vita
Tu sei la gioia
dei nostri cuori".
Ripartizione
territoriale ed elezione delle rappresentanze dei Comuni
di Labro e di Colli sul Velino
In esecuzione della legge 5-3-1957 n. 92, con la quale
fu costituito il Comune di Colli di Labro, il Ministero
dell'Interno invitava la Prefettura di Rieti a predisporre
il piano di ripartizione territoriale tra Labro e Colli.
La Prefettura, sentiti i Commissari dei Comuni e considerato
che esistevano già in atto gli elementi per la
ripartizione (progetto redatto d'ufficio dal Geom. Palmieri,
debitamente pubblicato ed approvato, parere del Consiglio
Provinciale, ecc.) confermò, per la divisione,
la linea di demarcazione prevista dal progetto Palmieri.
Il Ministero, peraltro, non riteneva accettabile il progetto
in parola e ne richiedeva una nuova redazione, per cui
la Prefettura invitava i commissari prefettizi dei Comuni
interessati a far nominare i rappresentanti incaricati
della predisposizione del nuovo progetto.
La designazione di detti rappresentanti mediante consultazione
diretta dei contribuenti comunali avvenne nel mese di
ottobre.
E necessario precisare che il ritardo nel funzionamento
delle commissioni fu causato dalla necessità di
ripetere le elezioni nel Comune di Colli.
Nella compilazione infatti dell'elenco dei contribuenti-elettori,
l'impiegato comunale incluse nello stesso due persone
né contribuenti né residenti, risultate
poi elette, tali Micanti Federico, firmatario dell'esposto,
e De Stefanis Alessandro, direttore della Federazione
Coltivatori Diretti di Terni.
Le designazioni furono ripetute e la Commissione insediata.
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Caduti per la Patria di
Colli sul Velino
Guerra 1915-1918
1) Capitano ADORNI Luigi
2) Sergente MALATESTA Giocondo
3) Sergente GREGORI Orazio
4) Sergente LABELLA Massimo
5) Caporale M. ANGELETTI Augusto
6) Soldato CANDITI Cesare
7) Soldato BOTTACCI Domenico
8) Soldato LOCCI Luigi
9) Soldato CAROTTI Romolo
10) Soldato VALDERETTI Bernardino
11) Soldato LAURENTI Giuseppe
12) Soldato PETACCHIA Enrico
13) Soldato MANCINELLI Luigi
14) Soldato SIMONETTI Agostino
15) Soldato RATINI Giuseppe
16) Soldato RENZI Luigi
Scuola Materna
A Colli sul Velino non era mai esistito un asilo e molte mamme
ne sentivano la mancanza, non sapendo a chi affidare i figli durante
il lavoro in casa e fuori.
Poco dopo l'ultima guerra il paese era molto popolato e i bambini
che avrebbero dovuto frequentare la scuola materna erano più
di quaranta.
Nel 1957, a seguito di uno stanziamento del Ministero della Pubblica
Istruzione, venne istituita a Colli la scuola materna, ma, non
avendo il Comune locali idonei, il parroco don Liberale Armellin
mise a disposizione il salone parrocchiale.
Alla scuola venne dato il nome di S. Giovanni Bosco.
Chiamata alla direzione fu la sig.na Imelda Salvati che, coadiuvata
da don Settimio Liberali, parroco di Labro, provvide all'acquisto
del materiale necessario al funzionamento dell'asilo per quaranta
bambini. Si acquistarono quindi tavolinetti e seggioline, nonché
una stufa per riscaldare l'ambiente.
Gli Aiuti Internazionali Americani (A.I.A.) provvedevano alla
fornitura alimentare per tre pasti quotidiani: colazione, pranzo
e merenda. La direttrice doveva tenere un'accurata contabilità
da inviare mensilmente a Rieti a dei funzionari dell'A.I.A. per
il controllo.
La Direzione Didattica di Leonessa, dalla quale la scuola dipendeva,
inviò la prima maestra.
Il funzionamento dell'asilo dipendente dalla parrocchia durò
quattro anni, passando poi sotto la gestione dell'E.C.A., fino
a qualche anno fa, quando divenne Scuola Materna Statale.
Scuole Elementari
Un tempo la scuola e l'istruzione era di pochi. Ordinariamente
solo i ricchi potevano concedersi questo lusso.
Nel nostro paese di campagna la scuola era molto trascurata, anche
perché erano rari coloro che si prestassero all'insegnamento.
Il più delle volte era il Sacerdote che con l'insegnamento
della dottrina cristiana impartiva anche le lezioni più
elementari per la lettura e la contabilità.
All'inizio del secolo incominciò il miglioramento in questo
campo importantissimo. Molte fanciulle povere non frequentavano
la scuola.
L'attuale fabbricato scolastico vide la posa della prima pietra
il 29-10-1960 e venne intitolato ad Achille De Stefanis.
Ferrovia
L'unica linea ferroviaria costruita nell'alta Sabina è
la Terni-Rieti-L'Aquila, della quale si iniziò a parlare
fin dal 1861 e che attraversa in parte anche il territorio comunale
di Colli sul Velino, costeggiando il fiume Velino.
Grazie all'appoggio di Agostino Depretis e di Lugi Solidati Tiburzi
la Terni-Rieti-L'Aquila fu inserita in prima categoria nei programmi
della legge del 29 luglio 1879.
I lavori iniziarono nel 1881 e la linea fu inaugurata il 28-10-1883.
Lago di Ventina
Il lago di Ventina, insieme ai laghetti della conca reatina (lago
di Ripa Sottile, lago di Cantalice, lago di Fogliano), costituisce
un relitto dell'antico lago Velino che si estendeva, fin dall'età
preistorica, nella piana di Rieti, giungendo a lambire, in territorio
umbro, la soglia delle Marmore.
Le prove dell'esistenza ed i limiti dell'estensione di tale bacino
in epoca sia preistorica che storica sono forniti da Eugenio Dupré
Theseider il quale, nel suo fondamentale studio dedicato al lago
Velino, ne ha ricostruito le vicende geologiche, mettendole in
diretta connessione con quelle oroidrografiche relative ai fiumi
Nera e Velino e con la formazione delle cascate delle Marmore.
Il livello del lago di Ventina diminuì e il bacino si ridusse
entro le dimensioni attuali.
L'ultimo proprietario fu Camillo Mirabelli il quale lo vendette
nel 1922/23 alla Società Terni per £ 800.000. Rimangono
circa 500 m. di riva che in questi ultimi anni la Pro-Loco di
Colli ha trasformato in spiaggia ad uso della collettività
per la balneazione.
Il Fiume Velino
Nasce da numerose vene a nord di Cittareale (RI); al confine UmbroAbruzzese,
bagna Antrodoco e Rieti e, al suo ingresso nella pianura reatina,
riceve le acque del Salto e del Turano. Termina il suo corso riversandosi
nel Nera dopo aver dato origine alla Cascata delle Marmore. L'ultimo
tratto del suo corso scorre attualmente ad una quota di circa
m. 370 mentre il sottostante Nera ad una quota di m. 210.
Segna il confine del nostro territorio comunale con i paesi di
Piedimoggio in Comune di Rieti, Reopasto e Montisola in Comune
di Contigliano.
Pro-Loco
Nel 1970 nasce a Colli sul Velino la Pro-Loco con atto costitutivo
del notaio Filippi. Scopo principale era quello di valorizzare
il territorio comunale che presenta indubbi richiami turistici.
Molte le iniziative, tra le quali figurano: mostre di pittura,
feste folkloristiche locali e vari trattenimenti danzanti.
Associazione Calcistica
Un gruppo di appassionati di calcio nel 1975 formò una
simpatica compagine affiliata all'associazione Pro Loco. Attualmente
si sta approntando un campo sportivo che darà prestigio
non solo alla società ma anche a tutto l'ambiente.
Alla presidenza attualmente si trova Gregori Laura.
Associazione pesca sportiva
Nel 1981 è stata costituita l'associazione pescatori con
l'espresso desiderio di formare un gruppo di appassionati pescatori
desiderosi di vivere un affascinante sport, salutare ed educativo,
che mette l'uomo a diretto contatto con il meraviglioso mondo
della natura.
La presidenza, dalla costituzione ad oggi, è del sig. Domenico
Mattioni.
Banda Musicale
La banda musicale, fondata prima come fanfara, poi nel 1919 trasformata
in banda, nacque grazie all'interessamento di alcune persone sensibili
e altruiste. La disponibilità degli aderenti all'associazione,
che attualmente superano la quarantina, ha dimostrato in diverse
occasioni lodevoli successi.
Attuale presidente è il Prof. Angeletti Severino, maestro
Vasco Manna.